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Campo del Soglio, San Martino della Battaglia
Il vino interrogativo
Prodotto dalla vinificazione di uve Tocai, il San Martino della
Battaglia è oggi una delle Denominazioni di Origine più piccole
in Italia.
Dal 2007 il nome Tocai è vietato sulle etichette di ogni vino ad
esclusione dei Tokaji ungheresi; siamo quindi stati privati di
dare un nome all'uva dalla quale viene prodotto un vino che ha
radici profonde, in una Doc dalla stessa età del Lugana.
Questo è il motivo per il quale, dalla annata 2007, un punto
interrogativo domina la retroetichetta.
Il Tocai è un vitigno caratterizzato da una notevole fragilità:
buccia sottile, bassa acidità e breve curva di maturazione lo
rendono un vitigno esigente nelle cure e avido di attenzioni.
Stessi aspetti che si ritrovano in cantina e che hanno portato
l'abbandono quasi totale di quest'uva da parte dei nostri
colleghi.
L'affezione che ci lega a quello che è il vitigno più elegante
della zona ci ha portato ostinatamente a ricercarne la migliore
possibile espressione; Campo del Soglio è nato per dimostrare
quanto sia impossibile pensare a questo territorio lasciando
estinguere questa produzione.
La grande attenzione ha inizio dal vigneto, che necessita di
essere tenuto ad una resa produttiva molto bassa, quasi la metà
di quella consentita dal disciplinare.
Le uve vengono raccolte a mano, condotte in cassette verso la
cantina dove vengono pressate a soffice; il mosto viene
immediatamente abbassato in temperatura e protetto in vasche in
acciaio.
Viene messo in bottiglia tra la primavera e l'estate, dopo un
paio di mesi di affinamento può essere commercializzato.
Campo del Soglio è un vino in cui eleganza e finezza sono i due
elementi di maggiore spicco.
Non è un vino per chi cerca potenza o sensazioni immediate, è un
vino da ascoltare, un vino lento, timido.
Non è nella forza ma nell'ampiezza che si esprimono i suoi
profumi, tenui ma nitidi e chiari, tra il timo e la camomilla, a
volte più floreali, altre più vegetali.
Ha una evidente evoluzione nel bicchiere, beneficia
dell'ossigenazione quasi come un vino rosso e come questo non
teme l'alzarsi della temperatura, che lo lascia svelare tutta la
sua complessità al gusto.
La finezza all'olfatto diventa eleganza per il palato, pulizia,
finezza e linearità; il calore e la sensazione di densità sono
presenti ma nello stesso tempo non ingombranti, rimangono
leggere in un retrogusto ammandorlato.
Si chiude lasciando la bocca pulita, con il ricordo di una
sapidità equilibrata e sottile.
Campo del Soglio viene prodotto dal 1988 ( coltiviamo il Tocai
dai primi anni sessanta).
E' uno dei vini che ci sono costati più fatica e che ci hanno
dato più soddisfazioni.
Il primo obiettivo era per noi difendere la Doc dall'estinzione;
arrivare quindi ai riconoscimenti ricevuti prima da Slow Food
che lo ha considerato uno dei 270 migliori vini bianchi
"quotidiani" italiani, poi ai 2 bicchieri di Gambero Rosso fino
alla spazio dedicatogli dalla maggiore stampa nazionale è stata
per noi una delle più avvincenti esperienze enologiche.
Ringraziamo degustatori, tecnici, sommelier, giornalisti ed
appassionati che hanno dedicato a Campo del Soglio la loro
sensibilità, le loro parole ed il loro tempo.
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