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La prima aggiunta a questo nucleo venne fatta nel 1850, la si collegò al versante est per mezzo di una apertura nel fianco di una delle due taverne.
In quell'epoca vennero costruiti: delle stalle con il caratteristico soffitto a piccoli volti e le tramezze ad arco, la cui soffittatura non ricoperta lascia ancora vedere la sua originale struttura
(la sala del
biliardo) ed un
fienile al piano superiore.
Pochi anni dopo (1890 circa) venne aggiunto il grande fienile a sud del corpo principale, il cui piano superiore veniva usato per la raccolta del fieno e del grano
(la vineria),
ed il piano inferiore per la rimessa dei carri e degli attrezzi agricoli.
Infine, nei primi anni del '900, venne aggiunta una stalla, attigua alle
quattrocentesche taverne nel versante ovest.
In essa rimangono le tracce di un affresco dedicato a S. Antonio,
protettore degli animali dell'aia (la sala di
S. Antonio). Questa sala, sopra la quale è presente un altro fienile le cui scale
rimangono ben visibili, venne costruita con materiale di recupero; è evidente
la sua asimmetria: putrelle in ferro, colonne in pietra ed un solo capitello.
Un particolare ben visibile nella taverna del parco è l'intervento di tamponamento in mattoni che è stato eseguito per sostenere
la volta a botte dopo avergli praticato la nuova apertura di
collegamento alla stalla.
Durante un intervento di manutenzione venne scoperto un antico pozzo in pietra sotto il porticato
rivolto a sud. In ottimo stato di conservazione, è visibile in una piccola saletta ricavata dalla chiusura parziale del porticato
(la sala del pozzo).
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